Pubblichiamo di seguito gli articoli apparsi sui quotidiani riguardo il convegno “Futuro Verde” tenuto all’Hotel Granduca il 27 Gennaio 2012.
CORRIERE DI MAREMMA
Grosseto “L’agricoltura è al collasso” Pesante intervento di Antonfrancesco Vivarelli Colonna, presidente Confagricoltura
GROSSETO – “La politica dev’essere consapevole della gravità della situazione in cui versa l’agricoltura. Come si può tassare in questi termini un settore al collasso? Come possiamo credere nella manovra Salva Italia quando anche gli stessi tecnici che l’hanno pensata immaginavano di ricavare dall’agricoltura un gettito di 300 milioni di euro, invece degli 1,6 miliardi che il settore porterà, pari al 6% della previsione complessiva di 26 miliardi?”. E’ sferzante e diretto l’intervento di Antonfrancesco Vivarelli Colonna, presidente di Confagricoltura Grosseto, a chiusura del convegno organizzato dall’associazione all’Hotel Granduca e centrato sulla manovra Monti e la sue azioni in ambito di fisco e previdenza. Vivarelli parla senza remore e spiega nei particolari quale può essere il futuro del settore. “Sono convinto che le cose cambieranno perché se non fosse così l’agricoltura scomparirebbe. E per far sì che le cose cambino ci impegneremo come sindacato, prima con la concertazione e poi se questa non darà buoni frutti utilizzeremo strumenti ancora più incisivi”. La parola “blocchi” Vivarelli non la pronuncia e anzi si dice critico nei confronti di chi ha messo in ginocchio il Paese con un’azione sconsiderata. “Anche gli agricoltori rifiutano l’imposizione dell’Imu che è eccessiva e non esiteranno nella difesa delle loro imprese, ma basta con le guerre tra poveri. Cosa trasporteranno i tir quando le nostre aziende e l’intera filiera saranno costretti a chiudere? E nel momento in cui presentiamo al Governo, insieme alle altre associazioni, delle misure tecniche, per lo più senza oneri per lo Stato, finalizzate a ridurre la pressione fiscale e contributiva sul lavoro e a migliorare e dare maggiore trasparenza al mercato del lavoro, il governo tecnico di questo Paese deve responsabilmente tenerne conto”. Prima due relatori, Nicola Caputo e Roberto Caponi, tecnici di Confagricoltura nazionale, avevano descritto i termini della manovra e illustrato il contenuto delle proposte tese a rafforzare l’azione di contrasto al lavoro sommerso, irregolare e fittizio e a forme di caporalato. “Proponiamo una legislazione di sostegno della bilateralità – ha detto Caponi – la riduzione del cuneo fiscale anche per le aziende che rinnovano di anno in anno i contratti di lavoro a tempo determinato, sgravi contributivi antinfortunistici per le aziende virtuose, credito di imposta per le giornate di lavoro aggiuntive dichiarate”. Vivarelli ha anche annunciato che è stata chiesta la convocazione di un consiglio provinciale aperto sui problemi dell’agricoltura.
IL TIRRENO
IL convegno La manovra del governo non va giù agli agricoltori
GROSSETO «La politica deve essere consapevole della gravità della situazione in cui versa l’agricoltura. Come si può tassare in questi termini un settore al collasso? Come possiamo credere nella manovra “Salva Italia” quando anche gli stessi tecnici che l’hanno pensata immaginavano di ricavare dall’agricoltura un gettito di 300milioni di euro, invece degli 1,6 miliardi che il settore porterà, pari al 6% della previsione complessiva di 26 miliardi?» È sferzante e diretto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, presidente di Confagricoltura nell’intervento a chiusura del convegno organizzato dall’ associazione all’Hotel Granduca e centrato sulla manovra Monti e la sue azioni in ambito di fisco e previdenza. Vivarelli parla senza remore. «Sono convinto che le cose cambieranno perché se non fosse così l’agricoltura scomparirebbe. E per far sì che le cose cambino ci impegneremo noi come sindacato, prima con la concertazione e poi se questa non darà buoni frutti utilizzeremo strumenti ancora più incisivi». La parola blocchi Vivarelli non la pronuncia e anzi si dice critico nei confronti di chi ha messo in ginocchio il Paese con una azione sconsiderata. «Anche gli agricoltori rifiutano l’imposizione dell’Imu che è eccessiva e non esiteranno nella difesa delle loro imprese, ma basta con le guerre tra poveri. Cosa trasporteranno i tir – si chiede – quando le nostre aziende e l’intera filiera saranno costretti a chiudere? E nel momento in cui presentiamo al Governo, insieme alle altre associazioni, delle misure tecniche per ridurre la pressione fiscale e contributiva sul lavoro il governo “tecnico” di questo Paese deve responsabilmente tenerne conto».
